mercoledì 30 aprile 2014

La giusta distanza

Il ritorno come partenza. La fine come inizio. E' facile confondersi quando velocità e lentezza si somigliano, quando paura e gioia si mescolano e non si riesce a separarle. Implosioni ed esplosioni continue sotto una calma apparente.Insomma, inizia la ricerca della giusta distanza.

martedì 15 aprile 2014

eh si, sono andata a correre.

     Conosciamo noi stessi solo fin dove 
     siamo stati messi alla prova.
     (Wislawa Szymborska)
  

martedì 18 marzo 2014

Sono così stufa delle parole dette e sento così tanto la mancanza di quelle non dette.



mercoledì 5 marzo 2014

Un mese

A Tuzla un mese fa sono iniziate le manifestazioni dei lavoratorisenzasalario. In queste settimane ci sono stata molte manifestazioni e assemblee con qualche obiettivo raggiunto e molto che ancora si vuole fare. Il clima che si respira è in equilibrio tra l'euforia della possibilità del cambiamento e il rischio che tutto venga vanificato. C'è la consapevolezza di non dover sprecare le energie e non cadere nei tranelli che inevitabilmente un percorso partecipativo incontra. QUI una chiara sintesi di questi giorni.


lunedì 10 febbraio 2014

Le proteste a Tuzla: un punto di vista.

Dopo aver fatto molte domande, forse troppe ho capito che non sarei mai riuscita a raccontare tutte le sfumature e quindi racconterò quello che ho visto e letto. Poi piano piano si cercherà di capire, è quello che stanno facendo tutti.
Ecco cosa è accaduto. Mercoledì i lavoratori, appena licenziati, di cinque grandi aziende (Dita , Polihem , Poliolhem , GUMARA e Konjuh ) che stanno fallendo, hanno iniziato una pacifica protesta per  chiedere alle istituzioni (in particolare il governo del cantone, che assomiglia un po’ alle regioni italiane) di gestire la situazione e di riparare ai danni di tutti questi anni che hanno portato la situazione a questo punto. In effetti, la privatizzazione di queste aziende non è stato del tutto trasparente (come per molte altre del Paese). I lavoratori sostengono che non possono essere gli unici a dover pagare per una situazione gestita malamente e in maniera disonesta dai politici e che quindi sono anche le istituzioni a doversi fare carico del problema (leggi svendita imprese nazionali). Parliamo di lavoratori che non hanno ricevuto uno stipendi per circa due anni a cui non sono stati pagati correttamente i contributi per la pensione e l’assicurazione sanitaria.
Ma questo è un esempio dei problemi del Paese, la disoccupazione ha tassi elevatissimi, i dati dicono il 40 % il tasso generale, il 60% il tasso dei giovani disoccupati. Infatti, fin da subito, alla protesta si sono uniti gli studenti e i disoccupati. Sono stati creati gruppi face book e usato tutte le reti informali per invitare i cittadini a partecipare al cambiamento e manifestare il proprio dissenso nei confronti di un governo corrotto e incompetente che nelle mani delle organizzazioni internazionali (si, ci sono anche riferimenti al pessimo accordo di Dayton) non lavora davvero per il bene della propria cittadinanza. Questa protesta nasce dalla frustrazione e la disperazione causati da una ingiusta diseguaglianza sociale, un mancato rispetto delle regole proprio da coloro che dovrebbero crearle e farle rispettare e dall’impossibilità di vedere un futuro per le giovani generazioni.
Mercoledì 5 febbraio, il primo giorno di protesta  si è concluso con l’arresto di diverse persone, tra cui il leader informale Aldin Širanović (disoccupato), ad ecco un motivo in più per protestare il giorno seguente. Il comportamento delle istituzioni che si sono rifiutate di dialogare con i cittadini, e della polizia che ha caricato con violenza picchiando e arrestando diverse persone è stato determinante per ciò che è accaduto nei giorni successivi.
Il giovedì (6 febbraio) si è iniziato a manifestare alle 12.00 , i manifestati erano il doppio rispetto al giorno precedente. Una giornata ancora caratterizzata da scontri violenti tra polizia e una parte dei manifestanti, ci sono stati altri arresti e le istituzioni sono state incapaci di gestire la situazione. I media hanno fatto la loro parte  riportato in maniera scorretta gli eventi facendo e facendo riferimento ancora alla divisione etno-nazionalista, ma per fortuna sembra che le persone non abbiano abboccato. Inoltre, hanno trasmesso false notizie circa saccheggi e furti compiuti dai manifestanti, notizia falsa smentita dai centri commerciali e con nessun tipo di prova. Nemmeno questo ha funzionato. Infatti venerdì non sono nemmeno stati dati i numeri dei manifestanti talmente alta è stata la partecipazione.
Ma prima di arrivare a venerdì, bisogna dire che Tuzla ha rinnovato la sua peculiarità di città con una tradizione inter-nazionale , in cui non è possibile riconoscere un gruppo etno-nazionale che difende la propria posizione. E così le ragioni sono state condivise con altre 20 città della Federazione di BiH e il capoluogo della Repubblica di Serbia ( e questo è un evento da non sottovalutare!) che per il giovedì hanno annunciato manifestazioni di solidarietà e si sono unite alle proteste contro il governo corrotto e incapace. Giovedì è stato liberato anche Aldin Širanović, non vi erano basi giuridiche per cui potesse essere detenuto (anche se comunque di botte se n’è prese!).
Venerdì 7 Febbraio.  A Tuzla è successo tutto in pochissimo tempo. In mezz’ora i manifestanti sono riusciti a entrare dentro la sede del governo cantonale, buttare dalle finestre tutto quello che capitava loro in mano e appiccare il fuoco all’edificio (A Sarajevo invece gli scontri sono proseguito tutto il giorno, fino a sera). La polizia non ha fatto praticamente resistenza e non ha lanciato un solo lacrimogeno. Nulla. Ritirata. Devo dire che assistere alla distruzione di quel palazzo mi ha messo una certa inquietudine e me ne sono andata … ma ho continuato a seguire gli eventi e così dopo aver visto altro fumo dalla mia finestra ho capito che anche il municipio stava andando a fuoco. Solo dopo questo evento il Sindaco di Tuzla ha parlato in pubblico chiedendo di fermarsi nella distruzione dei palazzi pubblici perché sono di tutti e di abbassare il livello di violenza. Anche i diversi gruppi informali hanno chiesto di interrompere l’escalation e di non continuare a danneggiare i beni  che i cittadini stessi avrebbero dovuto pagare per ricostruire.
La manifestazione si è conclusa solo in serata dopo alcuni scontri tra manifestanti e polizia davanti alla stazione di polizia in centro città. 
Ovviamente si è assistito a una condanna della violenza da parte di tutte le istituzioni e di tutti i politici e anche tra i manifestanti si è cercato di prendere le distanze dalla prosecuzioni di comportamenti violenti. Ma non è stata una condanna che ha rinnegato gli eventi od offuscato le ragioni della protesta. Anzi, si è spiegato che solo il cambiamento potrà evitare la continuazione di atti violenti. E anche se alcuni media hanno portato punti di vista discutibili ritornando alla questione nazionalista e ancora accusando di saccheggi inesistenti, altri media hanno dato voce a chi voleva argomentare le ragioni della protesta e iniziato a diffondere un documento con le richieste dei manifestanti. Un appello, che dalla mia prospettiva, è piuttosto utopico, ma probabilmente è perché sono italiana. Comunque il documento propone: la responsabilità condivisa per il mantenimento dell’ordine pubblico tra cittadini, forze dell’ordine e protezione civile per evitare la criminalizzazione, politicizzazione e la manipolazione delle proteste; stabilire un governo tecnico  una rinegoziazione della privatizzazione delle cinque aziende in fallimento, con un piano di recupero per dare la possibilità di mantenere il lavoro ai lavoratori licenziati; eliminare i privilegi della classe politica e ridurre la diseguaglianza di remunerazione tra loro e i cittadini (è un po’ più articolato in maniera più tecnica di così, ma questo è il principio); istituire un governo di transizione del cantone che permetta di attuare le misure urgenti fino ad ottobre 2014, quando sono previste le prossime elezioni. Il governo tecnico dovrà essere composto da coloro che non hanno mai avuto un mandato ad ogni livello di governo.  Questo governo di transizione avrebbe il dovere di presentare relazioni settimanali delle attività svolte per il raggiungimento degli obiettivi richiesti in modo da poter essere monitorato dai cittadini.
Il venerdì si è concluso con le dimissioni del primo ministro del governo del Cantone di Tuzla, ma è stato solo il primo a dimettersi, a livello di cantone infatti si susseguono notizie di dimissioni di altri primo ministro, ad esempio del Cantone di Zenica-Doboj e del Cantone di Sarajevo e il Ministro degli interni del Cantone di Mostar, altre dimissioni vengo smentite e poi riportate.
I cittadini di Tuzla, prima di andare a riposarsi, hanno lanciato l’appuntamento per il giorno successivo: ripulire la città! Perché è la città che amiamo.
Con pochi significativi gesti i cittadini di Tuzla sono riusciti a spiegare la violenza, argomentare la propria posizione e innescare un processo di ricostruzione. Tutto in una giornata.
Il sabato è stato il giorno della pulizia, in cui cittadini e poliziotti hanno collaborato per recuperare parte dei danni procurati il giorno precedente e si sono aggiunte nuove argomentazioni e richieste, questa volta a livello nazionale ed è stato elaborato il Manifesto della Nuova Bosniaed Erzegovina. Le richieste sono tante, una per tutte: il superamento della divisione tripartita sulla base etno-nazionale che blocca la presa di decisione a tutti livelli istituzionali e la costruzione dell'identità Bosniaca piuttosto che dell'identità etnica.

Come afferma Damir Arsenijevic nell’intervista rilasciata ad Aljazeera  l’intenzione è di creare nuove possibilità non solo per una stagione (riferimento all’idea di primavera bosniaca che è circolata sin dai primi giorni) ma per gli anni a venire. Nuove manifestazioni a livello nazionale sono previste per lunedì 10 febbraio, ma in realtà, mentre queste post viene scritto a Tuzla si sta svolgendo un concerto per proseguire pacificamente la manifestazione. 

venerdì 7 febbraio 2014

In a flash

Ieri sera ho scoperto che corro veloce. ma veloce proprio. sguardo a terra per cercare di non cadere, nonostante le scarpe lisce. controllo dei movimenti della persona che sta scappando con me. niente di più. solo corsa. per la prima volta ho sentito i lacrimogeni così vicini. il fiato sul collo. e solo ora penso che non avevo nessuna ragione di scappare. non avevo fatto nulla. eppure l'unica cosa che riuscivo a pensare era solo correre. forse non potevo attaccare e quindi rimaneva solo la fuga. e poi ho raggiunto un posto più o meno sicuro e ho guardato indietro. e c'erano questi poliziotti con una pettorina gialla da ausiliario del traffico che non sapendo bene cosa fare volevano spaventarci. (e ci sono riusciti!forse perchè anche loro erano spaventati) e poi c'erano queste persone che nel buio vicino al fiume gridavano. ovviamente non capivo una parola. erano appena state prese e arrestate. stavano semplicemente correndo. come me. è questo il gioco. lo so. lo fanno perchè così domani chi si è spaventanto non tornerà in piazza. e piano piano tutto finirà. (non ci sono riusciti, oggi c'erano ancora più persone a protestare).


 ora devo raccogliere i pensieri e le informazioni, ma in questo sono lenta, si sa.

p.s. alla fine quando non ho più visto la persona con cui stavo scappando ho perso la concentrazione e sono caduta. ma quanto sono veloce a rialzarmi. eh si, sono proprio veloce a rialzarmi.



venerdì 31 gennaio 2014

Proprio l'altro giorno (cit.)

Non mi piace la cronaca, ma ogni tanto ci vuole. I pensieri che fluttuano raccontano poco. La sera del 25 gennaio nella via principale di Tuzla c'è stata una protesta perchè il comandante Novak Djokovic che il 25 maggio del 1995 ha dato l'ordine di lanciare una bomba sulla piazza principale della città è stato scarcerato. L'espolosione della bomba ha provotacto la morte di 71 giovani che erano lì proprio per la "Festa della giovenù" (una festa jugoslava) e molti altri sono stati feriti. In un breve articolo  si legge che il comandante è stato scarcerato perchè non ha un avuto un equo processo in quanto è stato giudicato dal tribunale della Bosnia ed Erzegovina e non dal tribunale  della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia che avrebbe dovuto farlo perchè i fatti sono accaduti quando la Bosnia ancora non esisteva (!?!). Alcune persone però mi hanno raccontato che "si vorrebbe far passare" la versione di un "attacco terroristico". Secondo questa teoria i cittadini di Tuzla avrebbero messo delle bombe e fatto un massacro per attirare l'attenzione internazionale. Dopo pochi mesi qui mi rendo perfettamente conto di quanto assurda sia questa teoria. Tuzla è stata una città particolare durante la guerra, i suoi cittadini, le radio locali e le istituzioni non hanno ceduto alle tentazioni del nazionalismo e, mentre, in quasi tutti le altre parti del paese ci sono divisioni etnico-religiose qui sono presenti tutte le comunità senza una maggioranza rilevante di una di esse. Quei giovani: mussulmani, ortodossi, cristiani e laici erano tutti insieme a festeggiare (durante la guerra) e insieme sono stati seppelliti dalle loro famiglie.


domenica 26 gennaio 2014

I propositi li faccio tutto l'anno


Il 2014 è iniziato piuttosto bene.
Ho cominciato da subito a realizzare i buoni propositi del 2013. Ne avrò per anni.
Non so quando ho perso il senso della misura.



lunedì 20 gennaio 2014

Mi ricordo di un ricordo (cit.)

Ricordo un incubo che mi capitava di fare quando ero bambina e avevo la febbre alta, tutto, intorno a me, si muoveva velocemente, molto velocemente, tanto velocemente che come in un film le immagini andavano a rallentatore. L’ansia per quella veloce-lentezza saliva sempre di più fino a farmi gridare, ma il grido era, anche lui lento, e quasi muto. Oggi è la realtà che mi fa rimbalzare tra morte e futuro a farmi stare così.

domenica 12 gennaio 2014

Bolle di (quasi) vita

Sto in una bolla, ci sto piuttosto comoda.
So che dovrei scoppiarla io prima che si scoppi da sola.
Magari domani.